Acque reflue: luce ed elettricità per rimuovere i farmaci

News - 4 novembre 2026

Un gruppo di ricerca della TU Delft, nel progetto europeo SOLUTION, ha sviluppato un rivestimento per un fotoanodo al vanadato di bismuto. Quando riceve luce e corrente elettrica, il materiale favorisce reazioni capaci di degradare alcuni contaminanti presenti nelle acque reflue, in particolare residui farmaceutici.

Acque reflue: luce ed elettricità per rimuovere i farmaci

Un gruppo di ricerca della TU Delft, nel progetto europeo SOLUTION, ha sviluppato un rivestimento per un fotoanodo al vanadato di bismuto. Quando riceve luce e corrente elettrica, il materiale favorisce reazioni capaci di degradare alcuni contaminanti presenti nelle acque reflue, in particolare residui farmaceutici.
Il gruppo ha ottimizzato il materiale e lo ha provato anche su reflui reali. Questo passaggio conta perché l'acqua di un impianto contiene molte sostanze che possono interferire con le reazioni osservate in laboratorio. Secondo la sintesi pubblicata da CORDIS il 23 ottobre 2026, i test hanno mostrato un miglioramento delle prestazioni e hanno chiarito il rapporto fra le proprietà del materiale e la rimozione dei farmaci.
Si tratta ancora di ricerca e sviluppo: la tecnologia è proposta come possibile complemento ai trattamenti convenzionali, non come soluzione già adottata su larga scala. Il suo valore pubblico è nel cercare nuovi modi per limitare il rilascio di microinquinanti negli ecosistemi acquatici.
Fonte: CORDIS / progetto SOLUTION (2026-10-23).
Nota: la cover è un’illustrazione generata con IA; non documenta il progetto o le persone citate.

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