PFAS nell'acqua: un materiale sperimentale li cattura rapidamente

News - 16 agosto 2026

I PFAS sono sostanze persistenti: toglierle dall'acqua è difficile, e occorre poi gestire il materiale su cui si sono concentrate. Un gruppo guidato dalla Rice University ha studiato un materiale a strati di rame e alluminio capace di catturarle rapidamente.

PFAS nell'acqua: un materiale sperimentale li cattura rapidamente

I PFAS sono sostanze persistenti: toglierle dall'acqua è difficile, e occorre poi gestire il materiale su cui si sono concentrate. Un gruppo guidato dalla Rice University ha studiato un materiale a strati di rame e alluminio capace di catturarle rapidamente.

Secondo la Rice University, il materiale ha funzionato nei test con acqua di fiume, di rubinetto e reflua, anche in sistemi a flusso continuo. I ricercatori riferiscono prestazioni molto elevate rispetto ai materiali usati come confronto nello studio. È però un risultato sperimentale, non una prestazione garantita per tutti i PFAS e per ogni impianto.

La ricerca affronta anche il passaggio successivo: riscaldando il materiale saturo con carbonato di calcio, il gruppo ha decomposto oltre la metà dei PFAS catturati e ha rigenerato il materiale per almeno sei cicli preliminari. Dire che la tecnologia “distrugge tutti i PFAS” sarebbe quindi scorretto.

Il potenziale è interessante: cattura veloce e possibile riutilizzo del materiale. Prima di un'applicazione ampia saranno necessari ulteriori controlli sui sottoprodotti, sui costi e sulla resa nel tempo. E resta fondamentale impedire che queste sostanze entrino nell'acqua.

La cover è un'immagine generata a scopo illustrativo, non una fotografia del materiale.

Fonte: Rice University, WaTER Institute, 17 ottobre 2025.

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