PolyCycl e la sfida delle plastiche flessibili difficili da riciclare

News - 31 agosto 2026

Sacchetti, pellicole e imballaggi flessibili sono spesso poco valorizzati dai sistemi di riciclo meccanico, soprattutto quando sono sporchi o composti da più materiali. La startup indiana PolyCycl propone di trattare una parte di questi flussi con un processo di riciclo chimico.

PolyCycl e la sfida delle plastiche flessibili difficili da riciclare

Sacchetti, pellicole e imballaggi flessibili sono spesso poco valorizzati dai sistemi di riciclo meccanico, soprattutto quando sono sporchi o composti da più materiali. La startup indiana PolyCycl propone di trattare una parte di questi flussi con un processo di riciclo chimico.

In un'intervista a The Economic Times, il fondatore Amit Tandon descrive un processo che riscalda plastiche ricche di polietilene e polipropilene, condensa i vapori in oli idrocarburici e li purifica per ottenere materia prima destinata all'industria petrolchimica. L'azienda afferma che i suoi moduli sono progettati per trattare da 15 a 100 tonnellate al giorno.

Sono caratteristiche e capacità dichiarate dall'azienda nell'intervista, non dati di produzione verificati indipendentemente per ogni impianto. La possibilità di ottenere nuova plastica dipende anche dalla qualità dell'olio, dalla tracciabilità del materiale e dai processi successivi. Occorre inoltre valutare energia consumata, emissioni, scarti e convenienza economica.

Il riciclo chimico può trovare un ruolo per le frazioni difficili, ma non sostituisce imballaggi più semplici da separare, raccolta efficiente e riduzione degli usi superflui della plastica.

La cover è un'immagine generata a scopo illustrativo, non una fotografia di PolyCycl.

Fonte: The Economic Times, intervista a PolyCycl, 1 maggio 2026.

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