Alghe progettate per catturare microplastiche nell'acqua

News - 6 agosto 2026

Le microplastiche sono difficili da intercettare perché molte particelle sono minuscole e disperse nell'acqua. All'Università del Missouri, un gruppo di ricerca sta studiando alghe modificate per farle aggregare a queste particelle e facilitarne la raccolta.

Alghe progettate per catturare microplastiche nell'acqua

Le microplastiche sono difficili da intercettare perché molte particelle sono minuscole e disperse nell'acqua. All'Università del Missouri, un gruppo di ricerca sta studiando alghe modificate per farle aggregare a queste particelle e facilitarne la raccolta.

Secondo il comunicato dell'università, le alghe sono state progettate per produrre limonene, una sostanza presente anche negli agrumi. Il cambiamento rende la loro superficie idrorepellente; a contatto con microplastiche anch'esse idrorepellenti, si formano aggregati che possono depositarsi e venire separati. Le alghe crescono inoltre nelle acque reflue assorbendo nutrienti.

La ricercatrice Susie Dai descrive il progetto come una ricerca ancora nelle fasi iniziali. L'obiettivo futuro è integrare il processo nei sistemi di trattamento delle acque e studiare un possibile utilizzo della plastica raccolta. Il bioreattore da 100 litri menzionato dall'università è oggi impiegato per un altro progetto, sui gas industriali: non è una prova che questa soluzione sia già operativa negli impianti di depurazione.

Per trasformare un esperimento promettente in un'applicazione occorrerà verificare efficacia su acque reali, costi, gestione della biomassa e sicurezza delle alghe ingegnerizzate. Intanto, ridurre la dispersione della plastica a monte resta indispensabile.

La cover è un'immagine generata a scopo illustrativo, non una fotografia della ricerca.

Fonte: University of Missouri, 2 febbraio 2026.

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